Archivi per ‘Blog e bloggers’

Parenti serpenti…

L’inaugurazione della rubrica “Gola profonda” in stacktrace.it, grazie ai commenti che ne sono seguiti, ha assunto dei contorni divertenti, con l’anonimo delatore che diventa a sua volta oggetto di delazione.

Riparte d’oh!

Homer Simpson. D'oh!

Piccolo messaggio di servizio: il buon Simone ha riaperto e rinnovato il blog, feedatevi, che ne vale la pena :)

Walterloo

Date in mano a Zoro l’ormai famoso video di Luca Luciani su Napoletone che vince a Waterloo e il video di sipuofare2008.net, ne uscirà l’ottava puntata di Tolleranza Zoro. L’unica cosa per cui vale la pena di seguire questa campagna elettorale.

Mario Brega è vivo e lotta insieme a noi.

Dice Zingaretti il fratellodi candidatocon che Roma diventerà la “capitale culurale e creativa del mondo” per questo avremo i distretticulturali, il catastoculturale, le agevolazioniculturali e la curturaculturale.
Mi sembra una buona idea, soprattutto dopo essermi gustato ieri in treno il ripasso di quattro ragazzi delle superiori, uno dei quali spiegava la Costituzione monarchica in questi termini:

“A costituzione monarchica è quando er re s’aaaa comanna”.

Ma più di tutte mi sembra fondamentale l’idea del fondoperlacreatività “gestito da un trust” il cui “board è formato da personalità indipendenti”, che “gestisce servizi in-kind” (the worst departeds! aggiungerei).

Se non vi è chiaro potete scaricare il file per una veloce traduzione.

Napoleone: director’s cut.

Ricordo ancora con una lacrimuccia il mio primo kick off aziendale. Ero in Finsiel e mi aggiravo da ventitreenne smarrito, tra tartine e champagne, in compagnia di uomini e donne molto più grandi e molto più sicuri di sé.

Serpeggiavano i primi dubbi sulla tenuta di un’azienda “vecchia” e con troppe persone per reggere contemporaneamente crisi e concorrenza. L’allora responsabile delle Risorse umane a riguardo fu perentorio: “il futuro non deve preoccuparvi se avete voglia di lavorare, chi vale rimane. Male per gli altri…”, fu più o meno questo il senso di quello che ci disse. Un mese dopo lo sostituirono con uno più figo e più giovane.

Per dire che in 7 anni ne ho sentite di chiacchiere e cazzate aziendali, ma questa di Luca Luciani su Napoleone che sconfigge 5 armate a Waterloo rasenta la genialità.

via Nicola Mattina.

Italia.it: abbiamo scherzato.

Italia.it ha chiuso e non è solo l’epilogo dell’ennesimo scandaluccio all’italiana: è “piccola” immagine dell’incapacità di una classe dirigente, la nostra.
In sintesi: Italia.it doveva essere il portale di promozione del turismo italiano nel mondo. Come per ogni realizzazione pubblica viene indetta una gara (febbraio 2005). Se la aggiudica una RTI (Raggruppamento Temporaneo d’Impresa) guidato da IBM nel settembre 2005 con un impegno: mettere il portale on line in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Febbraio 2006, arrivano le Olimpiadi, ma non il portale, per il quale ci vorrà ancora un anno di lavoro.
Febbraio 2007: parte Italia.it, e contemporaneamente partono i nervi di centinaia di blogger ed esperti del settore. Italia.it è incompleto, soffre di errori (tecnici ed editoriali) enormi. Dall’animazione (inutile) che non si visualizza su alcuni browser, alle informazioni errate o vecchie, ai pezzi editoriali da pizza, sole, mare, spaghetti e mandolino che non appassionerebbero più nemmeno un emigrante ottantenne di Buenos Aires.

Quella della blogosfera è solo la risposta stizzita di tante volpi che, non potendo arrivare all’uva, dicono che non è ancora matura? Non proprio: Italia.it infatti pare sia costato 39 milioni di euro (di cui 100.000, cifra sicura, solo per il fantastico cetriologo). Dico pare perché, danno oltre la beffa, quando un gruppo di cittadini ha chiesto di sapere quanto fosse effettivamente costato il portale, la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi ha detto che non si può.
Volete sapere la motivazione? Non sussisterebbe il diritto alla trasparenza perché non esiste un “interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti”.
Dite la verità: c’eravate cascati anche voi con la storia dei soldi delle vostre tasse che finanziano servizi per il vostro interesse.

Prendendo comunque la cifra per buona (e non c’è motivo di dubitarne per chi è un minimo dentro a quei tipi di mercati), fanno 106.800 euro al giorno per ogni giorno di attività. La stessa quantità di soldi, in mano ad un qualsiasi ventenne della Silicon valley, si moltiplicherebbe con percentuali a due cifre nel giro di due anni. Banale. Meglio la nostra creatività: un bel portale inusabile e inutile. We call it The Italian Way.

E allora grazie Lucio Stanca, ex Ministro dell’Innovazione, grazie perché con quei soldi si potevano offrire PC e connessioni a 65.000 studenti italiani.
Grazie Silvio, re dell’efficienza imprenditoriale.
Grazie Rutelli, grazie per averci messo la faccia in questo spot e per non aver ascoltato le voci della blogosfera.
Grazie IBM.
E già che ci siamo grazie anche ai giornali per aver dato la notizia in prima pagina.

La prossima volta, se proprio dovete regalare 40 milioni di euro, pensatemi. Ho famiglia e con l’html me la cavo niente male.

Update: Ne parlano anche Anna Masera e Vittorio Pasteris.