Archivi per ‘Mondo web’

Provare per credere…

category Mondo web Maurizio 10 June 2008

Di solito tengo la mia mente lontana dalle discussioni su cosa sia 1.0 e 2.0 per le aziende e per chi fa marketing in generale, ma una cosa l’ho imparata: è 1.0 l’azienda che tratta i clienti come un male necessario.

Sergio Sarnari, dopo aver ricevuto un pessimo servizio dalla Mosaico arredamenti viene querelato per aver riportato (tra l’altro in maniera più che ragionevole) le proprie disavventure sul web. La richiesta per il danno è di 400.000 euro (risate, applausi).

Spero vivamente che qualcuno nel mobilificio si accorga di quale boomerang si è appena lanciato contro, e magari rinunci all’atteggiamento da “lei non sa chi sono io”.

via Marco Camisani

Update: c’è una raccolta di firme per convincere il responsabile della Mosaico a ritirare la querela.

Mangiapreti

category Mondo web Maurizio 6 June 2008

Notizia di Repubblica.it sul Papa e Berlusconi

Allora è vero che Silvio porta i tacchi…

Parenti serpenti…

L’inaugurazione della rubrica “Gola profonda” in stacktrace.it, grazie ai commenti che ne sono seguiti, ha assunto dei contorni divertenti, con l’anonimo delatore che diventa a sua volta oggetto di delazione.

Ce n’è di gente matta eh…

category Mondo web Maurizio 15 May 2008

Oggi parlo in particolare di Mike Stimpson, che con i Lego ha ricostruito alcune delle foto più belle dei maestri della fotografia…

La mia preferita è questa di H. Cartier Bresson, praticamente perfetta!:

Henri Cartier Bresson

Lego: Henri Cartier Bresson

da una segnalazione di Adedip, via clickblog.

Il nuovo potere dei consumatori

La mente fervida e fieramente anticomunista di Giovannino Guareschi aveva partorito durante le elezioni del 1948 il famoso slogan “Nella cabina Dio ti vede, Stalin no”. Parafrasando potremmo dire che in internet la mamma non ti vede, ma le aziende sì (anche quelle italiane), specie se sei un opinion leader, e sei attivo in comunità e network sociali.

E’ quanto è emerso dall’evento Il nuovo potere dei consumatori sul web, organizzato da Digital PR, al quale ho partecipato due giorni fa.

E’ stato interessante dare una cornice più razionale a quella che è una consapevolezza ormai diffusa: le aziende, soprattutto quelle grandi, iniziano a tenere in gran conto le opinioni e le discussioni generate in rete, per prevedere tendenze di consumo, intercettare i cosiddetti “segnali deboli”, capire umori o molto più prosaicamente prevenire contraccolpi di immagine.

Tanti i relatori e gli spunti interessanti, in attesa di avere on line tutti i materiali visti ieri (update: i materiali sono on line) queste sono le riflessioni che porto a casa:

( Continua … )

Italia.it: abbiamo scherzato.

Italia.it ha chiuso e non è solo l’epilogo dell’ennesimo scandaluccio all’italiana: è “piccola” immagine dell’incapacità di una classe dirigente, la nostra.
In sintesi: Italia.it doveva essere il portale di promozione del turismo italiano nel mondo. Come per ogni realizzazione pubblica viene indetta una gara (febbraio 2005). Se la aggiudica una RTI (Raggruppamento Temporaneo d’Impresa) guidato da IBM nel settembre 2005 con un impegno: mettere il portale on line in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Febbraio 2006, arrivano le Olimpiadi, ma non il portale, per il quale ci vorrà ancora un anno di lavoro.
Febbraio 2007: parte Italia.it, e contemporaneamente partono i nervi di centinaia di blogger ed esperti del settore. Italia.it è incompleto, soffre di errori (tecnici ed editoriali) enormi. Dall’animazione (inutile) che non si visualizza su alcuni browser, alle informazioni errate o vecchie, ai pezzi editoriali da pizza, sole, mare, spaghetti e mandolino che non appassionerebbero più nemmeno un emigrante ottantenne di Buenos Aires.

Quella della blogosfera è solo la risposta stizzita di tante volpi che, non potendo arrivare all’uva, dicono che non è ancora matura? Non proprio: Italia.it infatti pare sia costato 39 milioni di euro (di cui 100.000, cifra sicura, solo per il fantastico cetriologo). Dico pare perché, danno oltre la beffa, quando un gruppo di cittadini ha chiesto di sapere quanto fosse effettivamente costato il portale, la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi ha detto che non si può.
Volete sapere la motivazione? Non sussisterebbe il diritto alla trasparenza perché non esiste un “interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti”.
Dite la verità: c’eravate cascati anche voi con la storia dei soldi delle vostre tasse che finanziano servizi per il vostro interesse.

Prendendo comunque la cifra per buona (e non c’è motivo di dubitarne per chi è un minimo dentro a quei tipi di mercati), fanno 106.800 euro al giorno per ogni giorno di attività. La stessa quantità di soldi, in mano ad un qualsiasi ventenne della Silicon valley, si moltiplicherebbe con percentuali a due cifre nel giro di due anni. Banale. Meglio la nostra creatività: un bel portale inusabile e inutile. We call it The Italian Way.

E allora grazie Lucio Stanca, ex Ministro dell’Innovazione, grazie perché con quei soldi si potevano offrire PC e connessioni a 65.000 studenti italiani.
Grazie Silvio, re dell’efficienza imprenditoriale.
Grazie Rutelli, grazie per averci messo la faccia in questo spot e per non aver ascoltato le voci della blogosfera.
Grazie IBM.
E già che ci siamo grazie anche ai giornali per aver dato la notizia in prima pagina.

La prossima volta, se proprio dovete regalare 40 milioni di euro, pensatemi. Ho famiglia e con l’html me la cavo niente male.

Update: Ne parlano anche Anna Masera e Vittorio Pasteris.