Quello che è mio è mio, quello che tuo è mio…
Illuminante, oltreché ridicola, la richiesta di risarcimento di cinquecento milioni di euro fatta da Mediaset a Youtube per illecita diffusione di filmati.
Le “giornate” di visione perse sarebbero diverse centinaia di migliaia, secondo un equazione che vorrebbe i due minuti di visione di uno sketch esilarante su internet uguali a quelli di visione di un pappone allucinante di un’ora e mezzo (farcito di pubblicità) in tv.
Comunque spero che la vincano, così come spero che qualcuno tiri fuori presto una creative commons che proibisca la diffusione in tv di filmati tratti da youtube… così Studio Aperto, TG5 e compagnia cantante la smetteranno di fare tv con la roba d’altri. Italiaaaaaaa UNO!
