Bello tutto…
Mi sono appena collegato sul sito di tuttocittà per consultare una mappa e ho trovato questo:

se trovate un link per accedere al sito completamente rinnovato fatemi un fischio…
«I’ll play it first and tell you what it is afterwards». Miles Davis.
Mi sono appena collegato sul sito di tuttocittà per consultare una mappa e ho trovato questo:

se trovate un link per accedere al sito completamente rinnovato fatemi un fischio…
Appuntamenti, Architettura dell'informazione, Progettare siti, Usabilità e accessibilità 14 May 2008

La mia unica giornata di partecipazione a Web senza barriere è stata molto proficua. Molto interessanti in particolare gli interventi di Luca Rosati e Andrea Resmini, che mi hanno fornito degli spunti su cui approfondire sicuramente (oltre al piacere di ascoltari di nuovo dopo tante lezioni passate al master in progettazione web che ho frequentato due anni fa).
Nel frattempo sono comparsi in linea gli atti del convegno, con i primi materiali.
Se proprio devo fare un appunto ad un organizzazione per il resto veramente impeccabile (soprattutto calcolando il numero di partecipanti e la natura gratuita della tre giorni), è ahimé proprio nell’architettura dell’informazione del sito:
Iscriversi ai corsi richiedeva di tenere aperte contemporaneamente più finestre del browser, e di fare uno sforzo di memoria di non poco conto calcolato che:
Purtroppo anche i materiali pubblicati riportano il cognome del relatore, ma non il titolo del workshop, insomma ve li dovete scaricare tutti e poi controllare di cosa parlano o aprire un’altra pagina e ricomporre il tutto per conto vostro.
Per un evento dedicato all’usabilità, all’Accessibilità e all’Architettura dell’informazione direi che non è un errore di poco conto, ma per il resto davvero il giudizio è molto molto positivo.

Smashing magazine ha pubblicato una lista di oltre 60 siti giudicati fra i migliori per eleganza e usabilità.
Their beauty lies in the way the information is presented. Their usability lies in the way they communicate presented data. That’s what makes them different.
Pubblicato anche su ideazero.net
Businessweek ha pubblicato un breve articolo sulla ricerca di strategie web efficaci da parte di aziende e grandi compagnie. La parte più interessante però è rappresentata dai due grafici allegati all’articolo, che mostrano “chi fa cosa in rete”, e il trend di utilizzo dei social media più diffusi nel periodo 2006-2007.
Via Antonio Dini
Dovendo trasferirmi a breve in una casa da arredare, da qualche giorno sono particolarmente vulnerabile a qualsiasi cosa possa assomigliare ad un catalogo di offerte e promozioni su arredamenti e affini. Questa mattina leggendo Repubblica.it mi sono imbattuto in un bel banner dell’Ikea in Flash sui materassi dai nomi Fantasy (Sultan Fageras, Forsbacka…) e dai prezzi contenuti. Vuoi mettere svegliarsi pensando al Signore degli anelli invece che a Giorgio Mastrota a cavallo dell’elefante della Eminflex?
Così ho cliccato e, come per magilla, davanti a me è apparsa codesta pagina. Un html contenente un’unica (grande) immagine Jpeg, che ad occhio e croce somiglia tanto alla versione in bassa risoluzione di una pagina del catalogo cartaceo dell’Ikea. Nessun link, nessun testo selezionabile, nulla di nulla, solo una bella immagine da 330Kb da stamparsi comodamente a casa.
A vedere errori così madornali compiuti da colossi delle vendite, si capisce bene perché un libro sul “buon senso” nella progettazione dei siti diventi un best-seller tra i progettisti.
L’errore madornale, come è facile intuire, non è solo di tipo tecnico. Il “vicolo cieco” a cui è sottoposto un povero utente, che una volta lì non può tornare indietro né andare da nessun’altra parte, non rappresenta solo un problema di navigabilità. Il problema vero è che un’unica, piccola, ingenuità si abbatte come una mannaia sull’investimento (cospicuo immagino) effettuato per avere impressioni della propria pubblicità su uno dei siti più visitati d’Italia.
Un potenziale cliente infatti, talmente interessato da cliccare sul tuo banner, non può far altro che chiudere la propria finestra e andare altrove. Non può accedere al catalogo dei materassi, né a quello delle altre offerte sulle camere da letto, che sarebbe un’ingenuità anche tollerabile, ma nemmeno all’home page del sito. Un pessimo esempio di come stimolare l’interesse degli acquirenti e buttarli fuori a calci dopo un attimo.
Mike Cherim, designer americano, ha messo insieme un team di esperti volenterosi e preparati ed ha aperto una galleria di siti belli e accessibili.
Here at Accessites.org we will prove that accessible, usable websites built with universality and standards in mind need not be boring
Via: 465 Berea st.